Colorful tiles on the roof of St. Stephen's Cathedral in Vienna

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Comunicato stampa di Vienna - Marzo 2026 75 anni del Festival di Vienna: il più grande festival culturale di Vienna festeggia il suo anniversario

Ogni anno, nei mesi di maggio e giugno, il Festival di Vienna offre per cinque settimane un programma culturale estremamente variegato, entrando così a pieno titolo nella storia della città: al Festival di Vienna, infatti, la tradizione incontra l’arte contemporanea. Ma altrettanto importanti sono le produzioni teatrali internazionali, la musica, l’opera e le performance.

Dalla cultura pop alla sottocultura 

Il festival abbraccia un ampio spettro che va dalla cultura pop alla sottocultura. L’avanguardia ne è parte integrante tanto quanto le produzioni di grande richiamo. Le location sono sparse per tutta la città. Un aspetto da menzionare è che il Festival di Vienna non esita ad affrontare temi socio-politici. Con la “Repubblica Libera di Vienna” nel 2024 è infatti iniziata una radicale riorganizzazione con la partecipazione delle cittadine e dei cittadini. Nel corso dei suoi 75 anni di storia, le produzioni del Festival di Vienna hanno regolarmente suscitato polemiche. Un festival che non lascia indifferente nessuno.

Patti Smith in Heldenplatz 

L’edizione speciale intitolata “Republic of Gods” si terrà dal 15 maggio al 21 giugno. Il 22 maggio, in occasione della grande inaugurazione in Heldenplatz, il Festival di Vienna invita ad assistere gratuitamente. Quel giorno, numerose star come la pioniera del punk americano Patti Smith saliranno sul palco insieme alla band Gods Republic, fondata appositamente per il Festival. Il programma prevede un tripudio musicale che spazia dal gospel al punk, dalla musica classica alla musica leggera.

Schlingensief al MAK 

Già dal 13 maggio, al Museo di Arti Applicate (MAK) sarà dedicata una mostra all’icona del Festival di Vienna Christoph Schlingensief. Il regista tedesco, scomparso nel 2010, nel 2000 ha causato un leggendario tumulto davanti all’Opera di Stato di Vienna con l’iniziativa “Bitte liebt Österreich – Erste österreichische Koalitionswoche” (Per favore, amate l’Austria – Prima settimana di coalizione austriaca). Ispirandosi ai nuovi format televisivi dell’epoca, come il “Grande Fratello”, Schlingensief affrontò il tema dell’immigrazione mettendo in scena, con mezzi artistici, espulsioni pubbliche. I confini tra finzione e realtà si confondevano. Allo stesso modo, dal 21 aprile il MAK espone, con il titolo “Hype und Hochkultur” (Hype e alta cultura), locandine speciali tratte dai 75 anni di storia del Festival di Vienna.

Una finestra sul mondo 

Il Festival è stato fondato nel 1951 con l’obiettivo di “donare gioia di vivere e fiducia” dopo gli anni bui della guerra, ma anche di dare inizio a un “risveglio culturale”. Il Festival di Vienna si è sempre considerato una “finestra sul mondo”. Da qui deriva anche il suo forte orientamento internazionale. Nel corso dei decenni, alle produzioni del Festival hanno partecipato grandi nomi del cinema e del teatro come Willem Dafoe, Kate Blanchett, Jude Law e Isabelle Huppert, ma anche leggende della musica come Leonard Cohen, Brian Eno e il santo nazionale austriaco del pop Falco, il cui successo mondiale “Rock me Amadeus” è stato suonato dal vivo per la prima volta durante l’inaugurazione del Festival nel 1985. In occasione del suo anniversario, l’edizione del 2026 ricorderà icone, scandali e progetti delicati e megalomani, alla ricerca dei ricordi che legano le e gli abitanti di questa città al Festival.

I momenti salienti dell’anniversario 

Lo stesso vale per la produzione celebrativa “Das beste Stück aller Zeiten” (Il miglior spettacolo di tutti i tempi), messa in scena dal direttore artistico del Festival di Vienna Milo Rau: momenti e personaggi bizzarri e affascinanti di 75 anni di Festival torneranno così in vita. Anche lo spettacolo teatrale “Der Sturm” (La tempesta) del recentemente scomparso regista Robert Wilson risveglia ricordi di opere significative degli ultimi decenni. Tra gli eventi clou del 2026 figura anche l’opera “Parsifal”, messa in scena dalla regista teatrale tedesca Susanne Kennedy.

È atteso con grande entusiasmo anche il concerto della Chineke! Orchestra al Wiener Konzerthaus, la prima orchestra sinfonica professionale d’Europa composta in gran parte da persone di colore e appartenenti a minoranze etniche. L’opera teatrale “Vampire’s Mountain” dell’artista visivo, scenografo e regista Philippe Quesne, tratta invece il mito dei vampiri. Il francese esplora il rapporto tra essere umano e natura e si occupa della costruzione del dominio e dello sfruttamento.

Attraverso Vienna sulle tracce del Festival con ivie

Da metà maggio, ivie, la City Guide app dell’Ente per il Turismo di Vienna, offre un’occasione davvero speciale per immergersi nella storia del Festival di Vienna: la passeggiata “75 anni del Festival di Vienna” invita a fare un giro per la città alla scoperta dei luoghi e delle produzioni più memorabili del Festival.  

Panoramica delle date più importanti dei 75 anni del Festival di Vienna 

  • dal 21 aprile 2026: Mostra “Hype und Hochkultur - 75 Jahre Wiener Festwochen in Plakaten” (Hype e cultura alta – 75 anni di Festival di Vienna sulle locandine), Museo di Arti Applicate (MAK) 

  • dal 13 maggio 2026: Mostra “Christoph Schlingensief - Es ist nicht mehr mein Problem!” (Christoph Schlingensief - Non è più un mio problema!), Museo di Arti Applicate (MAK) 

  • dal 13 maggio 2026: Passeggiata in città “75 anni del Festival di Vienna” su ivie, la City Guide app di Vienna 

  • dal 15 maggio al 21 giugno 2026: Festival di Vienna 

  • 22 maggio 2026: Inaugurazione in Heldenplatz con Patti Smith, Gods Republic e molti altri, ingresso gratuito

Link: 

  •  Festival di Viennafestwochen.at 

  •  Museo di Arti Applicate (MAK) mak.at 

  •  ivie, la City Guide app di Vienna – scaricatela ora gratuitamente ivie.wien.info 

Contact

WienTourismus
Isabella Rauter
Internationale Presse
Tel. (+ 43 1) 211 14-301

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